Abbiamo visto come
il fatto che ‘tutto questo esiste anziché
no’, il più vecchio quesito filosofico, sia effettivamente
un antidoto
contro la tendenza, tutta tipica dell’ego umano, di dare nomi
all’indefinibile (ad es. il nome Dio) . Se si osserva che noi
facciamo
parte -e, sicuramente una parte minima- di tutto quello che conosciamo,
noi stabiliamo un fatto puro e semplice, senza altre illazioni o
concettualizzazioni. Questo serve, al meditatore, come una medicina
contro la tendenza a concettualizzare, a dare nomi, a creare castelli
mentali sull’esistenza o non esistenza di Dio. E’
senz’altro un atto di
pulizia mentale contro l’inquinamento concettuale che ha riempito
la
mente umana fin dai suoi primordi, radicato nel timore esistenziale dei
fenomeni naturali e della morte nonché nel bisogno di protezione.
Stabilito
questo TUTTO come medicina, chi ci garantisce però dal
prendere anche questa totalità come un nuovo idolo, una
sostituzione
dell’Ente ‘tutto’ all’ente ‘dio’ ,
con tutte le sue caratteristiche?
Come può esserci liberazione della mente se noi semplicemente ci
asserviamo all’idolatria di un’ entità cambiandole
semplicemente il
nome?
Si
dirà: ma perché preoccuparsi tanto visto che si tratta
solo di un
nome? Proprio in base alla vacuità di sostanza reale che
caratterizza
un nome, perché preoccuparsene? Mentre questo da una parte
è vero,
dall’altra ci si può ricordare che anche le cose prive di
sostanzialità
reale possono avere efficacia. Non c’è niente di meno
sostanziale di
una firma ad esempio (basta una goccia d’acqua per stravolgerla o
cancellarla) eppure essa ha efficacia: messa su un fogliettino di carta
essa può fornirci (o toglierci) molto denaro. Non
c’è niente di meno
sostanziale di una parola ma a volte una sola parola ha causato un
omicidio. Perciò noi distinguiamo fra vacuità ed
efficacia.
Chi voglia fornire
contributi su questo o altri argomenti legati alla meditazione
può farlo sul del
sito.
Dal 26/07/2005
"Whatever is the limit of Nirvaana
that is the limit of cyclic existence.
There is not even the slightest difference between them,
or even the subtlest thing"
"The Pacification of all objectification
and the pacification of illusion:
no dharma was taught by the Buddha
at any time, in any place, to any person"